By | Febbraio 27, 2020
Perché è utile fare spesso il backup dei dati

Documenti, fotografie, video e contatti sono il patrimonio racchiuso nei nostri computer e smartphone. Una grande quantità di dati che potrebbero andare persi se non si effettua correttamente il backup: ossia l’operazione che permette di  metterli al sicuro.

Nel caso in cui sia ormai troppo tardi, è necessario affidare i propri dispositivi danneggiati, come gli hard disk dei computer, a degli esperti come Recovery Data per procedere con il recupero dati da hard disk, evitando gli interventi “fai da te”.

Backup dei dati: cos’è e quando farlo

Il backup non è altro che una copia di sicurezza dei file, da conservare in un hard disk interno oppure in un supporto diverso rispetto alla memoria del dispositivo originale.

Le cause che possono portare alla perdita dei dati sono diverse. Ad esempio un danno accidentale, come la cancellazione involontaria di un file oppure di un programma, spesso fatti per liberare la memoria. I  disastri naturali, come incendi, terremoti e allagamenti. Ma anche guasti come uno sbalzo elettrico, virus e malware oppure furti.

Per essere certi di non perdere definitivamente i dati in caso di problemi, la soluzione migliore è sempre quella di creare più copie da conservare su supporti differenti rispetto alla memoria del computer, dello smartphone o del tablet. Infatti in questo modo rimangono accessibili e ripristinabili, anche se nel frattempo marca e tipologia di dispositivo sono cambiati oppure non sono più funzionanti. Inoltre si è protetti contro eventuali attacchi ransomware, che solitamente bloccano tutto ciò che è contenuto o collegato al pc, per poi passare alla richiesta di “riscatto”.

La giusta frequenza del backup dipende da quanti file si creano e si modificano giornalmente. È consigliabile effettuarlo quotidianamente, meglio se in maniera automatica. Ma può anche essere previsto con una frequenza minore, per esempio settimanale, se il lavoro non è intenso.

Dove effettuare il backup

I supporti più comunemente utilizzati per fare il backup dei dati sono l’hard disk esterno, la chiavetta USB e i servizi cloud.

L’hard disk esterno può essere utilizzato per scaricare e custodire i file di un pc o di un Mac. Basta collegarlo al computer per archiviare in un unico posto tutti i documenti importanti o i programmi utilizzati. Ha il grande vantaggio di essere pratico e piuttosto capiente, ma non è purtroppo immune da guasti o virus.

Le chiavette USB hanno la stessa funzione dall’hard disk esterno e sono un prodotto valido soprattutto per trasferire i file su più supporti e dispositivi. Proprio come la memoria esterna, può subire dei danni (ed essere perso con maggiore facilità).

Il NAS – acronimo di Network Attached Storage- è un’altra opzione per il backup dei file e dei sistemi operativi. Formato da uno o più dischi, si collega alla rete locale e consente di archiviare e condividere dati tra più dispositivi e utenti.

La soluzione sempre più diffusa per la conservazione dei dati è il cloud, ossia l’archiviazione online: sempre accessibile da qualsiasi device e in qualsiasi momento. Sono diversi i servizi di cloud storage oggi a disposizione: ad esempio Google Drive, iCloud, OneDrive, Dropbox. Spesso gratuiti fino ad una certa soglia di gigabyte, offrono abbonamenti a pagamento per usufruire di uno spazio più ampio.

Tipologie di backup

Ci sono diversi tipi di backup che si possono realizzare per mettere al sicuro tutte le informazioni prelevate dai vari dispositivi.

Un backup completo salva tutti i file e tutte le cartelle nello stato in cui si trovano, senza che nulla venga escluso. È il più affidabile, ma necessita di spazio e tempo per essere creato.

Un backup incrementale salva invece solo l’ultima versione dei file creati e modificati rispetto al backup precedente. Ovviamente prima bisogna procedere con un backup completo, necessario anche per l’eventuale ripristino delle informazioni.

Un backup completo sintetico unisce un backup completo a uno incrementale cumulativo, ma viene unito al backup più recente e non in un file a parte.

Un backup differenziale è simile a quello incrementale, ma sostituisce solo i file che sono stati modificati nel frattempo, lasciando intatti tutti gli altri. Per recuperare i dati, è comunque necessario un backup completo recente.

Effettuare il backup regolarmente è l’unico modo per preservare e custodire tutti i dati nel tempo.